
Il bonus South Working Sicilia è un contributo a fondo perduto fino a 30.000 € per lavoratore, erogato dalla Regione Siciliana tramite IRFIS in 5 rate annuali da 6.000 €. Spetta alle aziende che, dopo il 9 gennaio 2026, assumono a tempo indeterminato (o stabilizzano) un lavoratore residente in Sicilia, impiegato in modalità prevalentemente agile. Le domande aprono il 30 giugno 2026.
In sintesi
- Quanto vale: fino a 30.000 € per lavoratore, in 5 quote annuali da 6.000 € ciascuna.
- A chi spetta: imprese (anche fuori dalla Sicilia, UE o extra-UE) che assumono a tempo indeterminato o stabilizzano un lavoratore residente in Sicilia.
- Requisito chiave: prestazione svolta in Sicilia in modalità prevalentemente agile per almeno 5 anni; presenza fisica in sede fuori dall’isola entro il 20% dei giorni lavorativi annui.
- Entro quando: domande dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026 sul portale IRFIS, fino a esaurimento dei fondi (18 milioni € l’anno fino al 2028).
- Attenzione: il beneficio si costruisce e si mantiene nell’arco di 5 anni. Il rispetto continuativo dei requisiti va presidiato anno per anno.
Che cos’è il bonus South Working e a chi serve
Il bonus South Working Sicilia è la misura introdotta dall’art. 3 della Legge regionale n. 1 del 5 gennaio 2026 (legge di stabilità regionale) per trattenere e far rientrare in Sicilia i lavoratori qualificati. L’idea è semplice: incentivare le aziende a impiegare in lavoro agile persone che vivono sull’isola, riconoscendo un contributo economico a chi crea o stabilizza questi rapporti.
Il beneficiario del contributo è il datore di lavoro, anche con sede fuori dalla Sicilia (in UE o in uno Stato extra-UE), purché il lavoratore risieda sull’isola e vi svolga la prestazione. Per un’impresa che assume da remoto talenti siciliani, è una leva concreta sul costo di un’assunzione stabile. Per il tessuto locale, è un’occasione per radicare competenze sul territorio.
Quanto vale il contributo: i numeri
Il contributo arriva fino a 30.000 € per ciascun lavoratore, distribuiti su un quinquennio in 5 quote annuali da 6.000 € l’una. La struttura a rate non è un dettaglio: lega l’incentivo alla continuità del rapporto. Ogni rata da 6.000 € è subordinata al fatto che, anno dopo anno, i requisiti restino soddisfatti.
Un esempio per capire la dimensione. Una PMI con sede fuori dall’isola che, dopo il 9 gennaio 2026, assume a tempo indeterminato un professionista residente a Catania in modalità agile, può contare su 6.000 € il primo anno e su altri 6.000 € per ciascuno dei quattro anni successivi, fino a 30.000 € complessivi sul quinquennio. Se l’azienda stabilizza due posizioni con gli stessi requisiti, il potenziale sale a 60.000 € sui cinque anni. La dotazione complessiva è di 18 milioni di euro l’anno fino al 2028, con procedura a sportello: si scorre fino a esaurimento fondi.
Quali sono i requisiti per accedere
Per accedere al contributo, devono ricorrere tutte queste condizioni, una per una:
- Tipo di rapporto: nuova assunzione a tempo indeterminato oppure trasformazione di un contratto da tempo determinato a indeterminato.
- Data del contratto: il rapporto deve essere stato instaurato dopo il 9 gennaio 2026.
- Residenza del lavoratore: alla data di concessione del contributo, il lavoratore deve essere residente in Sicilia.
- Modalità della prestazione: il lavoro deve svolgersi in Sicilia in modalità prevalentemente agile, per un periodo minimo di 5 anni.
- Limite di presenza in sede: la presenza fisica nei locali aziendali fuori dall’isola non deve superare il 20% dei giorni lavorativi annui.
È proprio l’ultimo punto a richiedere attenzione operativa. Il tetto del 20% non è un’autocertificazione “una tantum”: è un parametro da rispettare ogni anno e da poter documentare. IRFIS-FinSicilia, che cura l’istruttoria e l’erogazione, effettua controlli sulla veridicità delle dichiarazioni e sull’effettivo rispetto dei requisiti di residenza e di svolgimento della prestazione.
Cosa fa decadere il beneficio
Trattandosi di un contributo a rate su cinque anni, il rischio non è solo “ottenerlo”, ma “non perderlo”. Il beneficio può venir meno se, nel corso del quinquennio, salta uno dei presupposti: il rapporto si interrompe prima dei 5 anni, il lavoratore sposta la residenza fuori dalla Sicilia, la prestazione smette di essere prevalentemente agile, oppure la presenza in sede supera il 20% dei giorni lavorativi annui. Anche dichiarazioni non corrispondenti al reale rilevate in sede di controllo possono comportare la decadenza e il recupero di quanto erogato. Per questo conta presidiare, con il libro unico e i dati di presenza, la coerenza tra ciò che è stato dichiarato e ciò che accade in busta paga e nell’organizzazione del lavoro.
Cumulabilità con altri incentivi
La possibilità di sommare il South Working ad altri contributi pubblici (nazionali, regionali o europei) è regolata dall’avviso e dalla disciplina sugli aiuti di Stato applicabile. In pratica, prima di assumere conviene verificare se la posizione rientra anche in altre misure sulle assunzioni e se queste siano compatibili tra loro, per non costruire un piano che poi non regge in fase di controllo. È un’analisi caso per caso, da fare a monte e non dopo aver firmato il contratto.
Come si presenta la domanda
Le istanze si inviano esclusivamente per via telematica a partire dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026, sul portale https://incentivisicilia.irfis.it, fino a esaurimento della dotazione. La gestione — dall’istruttoria all’erogazione delle rate, fino ai controlli — è affidata a IRFIS-FinSicilia. Vista la logica a sportello, la preparazione anticipata della documentazione fa la differenza tra presentare nei primi giorni utili e arrivare a fondi già impegnati.
Qui Netlav opera come partner operativo locale: gestione della pratica IRFIS, corretta impostazione del rapporto in busta paga, tracciamento delle presenze e del rispetto del tetto del 20%, monitoraggio annuale dei requisiti per ciascuna delle cinque rate. Un presidio che riduce il rischio di decadenza nel quinquennio.
I dati di questa misura (importi, requisiti, scadenze) possono essere aggiornati: verifica sempre l’avviso ufficiale IRFIS e valuta il tuo caso specifico con un professionista prima di assumere.
Per capire se la tua assunzione rientra nel bonus South Working, scrivici a commerciale@netlav.com.
Domande frequenti
A chi spetta il bonus South Working Sicilia?
Al datore di lavoro — anche con sede fuori dalla Sicilia, in UE o extra-UE — che dopo il 9 gennaio 2026 assume a tempo indeterminato o stabilizza un lavoratore residente in Sicilia, impiegato in modalità prevalentemente agile per almeno 5 anni.
Quanto vale e come viene erogato?
Fino a 30.000 € per lavoratore, erogati in 5 quote annuali da 6.000 € ciascuna lungo il quinquennio. Ogni rata è legata al mantenimento dei requisiti in quell’anno.
Quando si possono presentare le domande?
Dalle ore 12:00 del 30 giugno 2026, esclusivamente online sul portale IRFIS (incentivisicilia.irfis.it), fino a esaurimento dei fondi disponibili (18 milioni € l’anno fino al 2028).
Qual è il limite di presenza in sede?
La presenza fisica nei locali aziendali fuori dall’isola non può superare il 20% dei giorni lavorativi annui. Il rispetto del limite va documentato anno per anno.
Si può cumulare con altri incentivi all’assunzione?
La cumulabilità con altri contributi pubblici è regolata dall’avviso e dalla normativa sugli aiuti di Stato. Va verificata caso per caso prima di formalizzare l’assunzione.